Talamello e i suoi gioielli d’arte, natura e gastronomia

Uno scrigno nel cuore della Valmarecchia che custodisce dei veri e propri gioielli artistici e naturalistici. E’ Talamello (Rimini), considerata anche la “capitale” italiana di una delizia come il formaggio di fossa. Una visita non può che partire dal seicentesco Santuario di San Lorenzo, che sorge proprio nella piazza principale del borgo: qui è conservato un prezioso crocifisso dipinto, attribuito per un lungo periodo a Giotto ma fatto risalire successivamente ad un suo allievo, Giovanni da Rimini. Ancora più nota è la Cella della Madonna (detta del cimitero), risalente al 1437: si tratta di una cappella votiva voluta dal vescovo Giovanni Seclani nel 1437 e completamente affrescata da uno dei più famosi pittori di quel periodo, Antonio Alberti; nella parete di fondo sono dipinte scene della Annunciazione e della Madonna in Trono. Nelle volte a crociera sono dipinti i quattro Evangelisti e negli angoli compaiono i Dottori della Chiesa: in pochi metri quadrati è insomma racchiusa gran parte della storia della Chiesa universale, in uno straordinario documento visivo, concepito e realizzato a cavallo fra la fine dell’arte gotica e l’inizio della pittura rinascimentale. Terza tappa del viaggio non può che essere il Museo – Pinacoteca Gualtieri “Lo splendore del reale”, che riunisce più di 40 opere donate al Comune tra il 2000 e il 2005 da Fernando Gualtieri, artista di fama internazionale di origini talamellesi, apprezzato, oltre che in Europa ed America, anche in Cina e Giappone.

Per i più curiosi è anche possibile visitare, previa reperibilità dei proprietari, le fosse del formaggio di fossa “L’Ambra di Talamello”: alcune sono visibili anche all’interno del ristorante “La locanda dell’Ambra”, in piazza Garibaldi. Ma in questo tratto della provincia di Rimini anche gli amanti del verde e delle gite all’aria aperta possono trovare gradite sorprese a partire dal Monte Pincio, ricoperto da una pineta e da un castagneto centenario: numerosi sentieri si inerpicano per le pendici del monte, offrendo scorci panoramici di grande suggestione che spaziano dalle cime più alte dell’Appennino Marchigiano e Tosco-Romagnolo al mare Adriatico. Merita una visita anche il Giardino Roccioso, un parco che sorge in località Borgnano, lungo la “Marecchiese” realizzato attraverso il recupero di un’area di cava.

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