Savignano Irpino, il borgo delle mille possibilità…

Latitudine: 41°13’46″20 N
Longitudine: 15°10’48″36 E
Tombola!

Oggi ti portiamo a Savignano Irpino in Campania! Metti sul navigatore i numeri che ti abbiamo indicato arriverai, dritto dritto, nel punto più panoramico del centro storico del paese da cui potrai sbirciare palazzi, chiese, la Via dei Finestroni una delle strade più antiche con la pavimentazione in pietra lavica e case con arcate che osservate da lontano assumono l’aspetto di grandi finestre… da qui il nome! E poi sempre da quassù potrai sentire il profumo delle “orecchiette tricolore”, con pomodorini, rucola e parmigiano piatto tipico del posto preparato nelle trattorie del paese… che acquolina!

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Occhio teso! Ma lo vedi l’Airone da quassù? Savignano Irpino visto da lontano, è un airone con le ali spiegate tra le zone di Tombola e Calvario!

Partimm, da queste parti si dice cosi! Partimm da Porta Grande, l’antica porta di accesso al paese datata nel XVI secolo e racchiusa tra le case dei “Finestroni” e quelle di “Dietro Corte” altro quartiere del borgo.

Vi apparirà davanti agli occhi il Castello Guevara di epoca longobarda. Nasce come opera difensiva, diventa fortezza con i Normanni e palazzo signorile con i Guevara di cui eredita il nome. Portali, scalinate, una stalla, un salone, dei forni e un pozzo che sfocia in un sottostante ambiente forse utilizzato come carcere. Qui calerete nell’atmosfera del luogo!

La monumentale Chiesa Madre è poco più in là. La sua facciata ricorda il romanico, il suo rosone e la maiolica sono un tributo a Sant’Anna. Affascinante. Entrate perché se tanto buone sono le premesse, l’interno sarà spettacolare. Tre navate divise magistralmente da due file di pilastri in pietra, lavorati a scalpello sui quali poggiano cinque archi a tutto sesto. Nel registro superiore della navata centrale sono collocate le statue in gesso dei santi Girolamo, Paolo, Ambrogio, Tommaso, Pietro e Agostino. Lungo le navate si aprono cinque cappelle: a sinistra quelle di Sant’Anna, del Santissimo Cuore di Gesù e dell’Addolorata; a destra quelle del Santissimo Sacramento che presenta un altare ligneo e quella di San Giuseppe. L’altare maggiore, datato 1783 è realizzato con elementi marmorei di epoche diverse mentre il battistero è del 1514. La Cappella di Sant’Anna è di particolare valore, soffermatici.

Poi c’è Palazzo Orsini che da ospedale è divenuto sede del municipio. Una visita la merita eccome!
Savignano Irpino è il luogo ideale anche per una vacanza outdoor! Ecco le tappe!
Mettiti comodo! Bottiglietta di acqua fresca e si parte! Partimm!

Prima tappa è la Sorgente sulfurea “Rifieto”, una zona scelta tra tante altre dalle mucche per la transumanza, una ragione ci sarà! Lo conosci il caciocavallo Podolico, è una squisitezza di queste parti, che viene prodotto con il latte delle mucche che scelgono questa zona per il loro pascolo!
La Sorgente è alle pendici del Monte Sant’Angelo, circondata dal bosco di Savignano, ricco di conifere, querce e di una fauna selvatica che sarai fortunato ad avvistare! La sorgente filtra attraverso rocce di gesso, ricche di sali di zolfo, che le conferiscono pregiate proprietà curative, un vero toccasana per il fegato e per la cura di alcune dermatiti.

Per te che sei un appassionato delle cosiddette “vie dell’erba” il Tratturo della transumanza ha un fascino intramontabile. Fin dall’epoca altomedievale, consentiva ai pastori di raggiungere i pascoli della Puglia. Si tratta di una fitta rete viaria di 3100 chilometri che collegavano l’Abruzzo, il Sannio e l’Irpinia alla Puglia fino al Salento. Secondo le cronache medievali un ramo dei tratturri attraversava le contrade di Savignano Irpino salendo per la via dei Corridori, i nonni lo chiamavano “tratturo degli Abruzzesi”.

Tra le bellezze che solo a Savignano potrete trovare ci sono le numerose fontane di campagna e di paese, fondamentali nel passato per l’approvvigionamento quotidiano, per dissetare il bestiame, lavare il bucato e provvedere alle necessità della casa: Fontana Licese, fontana di Mottola, fontana Cavallarisi. La più famosa resta la Fontana Angelica o Fontana delle papere, realizzata nel 1912 all’ingresso del paese.

Il Mulino Normanno o di Bethlemme, è un’altra tappa immancabile per te che ami i borghi. Bella zone delle Cesine, c’è questo antico opificio a forma piramidale mozza risalente probabilmente al XII secolo, prende il nome dalla Badessa Bethlemme di Santa Maria di Porta Somma in Benevento, figlia di Gerardo conte di Greci, Savignano e Ferrara.
Ogni momento è buono per visitare Savignano Irpino! Partimm!

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