Sassoferrato, il “tuo borgo preferito” nelle Marche

La trecentesca Rocca di Albornoz, che domina dall’alto il centro cittadino, le numerose chiese, gli edifici pubblici, gli angoli medievali della parte più antica del capoluogo, il Castello, tracce del passaggio dei Cavalieri Templari, tra cui l’abbazia di Santa Croce in cui si trovano molte croci patenti (da colui che ha patito per la salvezza dell’umanità) che lasciano presagire il passaggio dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis (Templari) “accompagnano” il visitatore in un suggestivo itinerario che riconduce al vissuto di Sassoferrato.

Le migliori 6 tappe da non perdere!

Museo Comunale della Miniera di Zolfo di Cabernardi
La miniera di zolfo era molto estesa con gallerie che arrivavano fino a 870 metri di profondità. Nell’archeoparco si possono capire le tecniche di estrazione del minerale. Interessante la visita nei forni che evoca l’atmosfera cupa di un complesso minerario, dove un tempo erano in molti ad essere impegnati.

Museo Civico Archeologico e Raccolta Perottiana
Il Museo Civico Archeologico di Sassoferrato è allestito all’interno del Palazzo dei Priori, un edificio costruito nel 1355 in seguito alla nascita del libero Comune. Al Museo si accede da piazza Matteotti, tramite una doppia rampa di scale. Al piano terra sono situati la biglietteria, il bookshop e la sala che illustra con un plastico ricostruttivo la “Battaglia delle Nazioni” svoltasi nel 295 a. C., al termine della terza guerra sannitica. Un’ampia scalinata, che conserva ancora i gradini in pietra dell’originaria struttura del Palazzo dei Priori, conduce alle sale del primo piano con esposizione tematica dei reperti. Sulle pareti sono murati alcuni stemmi che appartenevano al potestà dell’antico Comune e uno di Papa Paolo V che ricorda la sua visita nella città.
Al piano terra di Palazzo dei Priori è ospitata la Sala Perottiana – che prende il nome dall’insigne umanista Niccolò Perotti (1430-1480) – in cui è custodita una preziosa raccolta di reliquari bizantini e fiamminghi, tra cui l’Icona di San Demetrio, del XII secolo, il pezzo artisticamente più ricco e più raro della raccolta stessa. La Sala Perottiana ospita inoltre rarissimi reliquiari del Quattrocento e altri oggetti preziosi, tra cui un dittico in avorio policromo con Crocifissione, Natività, Purificazione del XIV secolo; una croce lignea dipinta di scuola umbra del Quattrocento. Questa famosa collezione venne donata da Niccolò Perotti (1430 – 1480) filologo e umanista di chiara fama.

Raccolta incisori marchigiani e Pinacoteca Civica
La Raccolta “Incisori Marchigiani” è stata istituita grazie alla generosità dei coniugi Mirella e Franco Pagliarini, che hanno trasferito al Comune di Sassoferrato la propria collezione di opere grafiche in segno di affetto verso il luogo di origine. La raccolta è allestita presso Palazzo Oliva, edificio costruito nel XV secolo dal Cardinale Alessandro Oliva, illustre personaggio sassoferratese. Essa comprende oltre quattrocento grafiche (tra cui diciassette disegni), realizzate da duecentodieci artisti artisti marchigiani. Prestigiosi i nomi degli autori delle opere in mostra, a partire dagli artisti dei secoli XVI, XVII, XVIII e XIX, quali Federico Barocci, Luca Ciamberlano, Domenico Peruzzini, Simone Cantarini, Giuseppe Diamantini, Carlo Maratta, Paolo Fidanza. Nomi illustri anche quelli a cavallo fra l’800e il ‘900 fino ai giorni nostri: Adolfo de Carolis, Anselmo Bucci, Luigi Bartolini, Bruno da Osimo, Francesco Carnevali, Leonardo Castellani, Edgardo Mannucci, Pericle Fazzini, Orfeo Tamburi, Carlo Canestrari, Walter Piacesi, Tullio Pericoli, Wladimiro Tulli, Francesco Garofoli, Arnaldo Pomodoro, Walter Valentini, Valeriano Trubbiani, Giuliano Vangi, Bruno d’Arcevia, Roberto Stelluti, solo per citarne alcuni. Una significativa collezione che attraversa cinque secoli di storia calcografica marchigiana, interamente riprodotta in un pregevole catalogo, curato dal prof. Mauro Corradini, edito dall’Istituto Internazionale di Studi Piceni di Sassoferrato.

Mulino della Marena
Un punto di interesse caratteristico e suggestivo è il Mulino della Marena, sito nella sponda opposta del fiume su cui si sviluppa la cittadina di Sassoferrato.
Non si ha una datazione certa sulla sua origine, sicuramente era già presente nel 1300. Il Mulino sorge alla confluenza, con una considerevole cascata, del fiume Sentino, del torrente Marena e del Sanguerone (quest’ultimo a ricordo di antiche battaglie avvenute lungo il suo corso-battaglia delle nazioni 295 A.C. e successivamente della guerra Goti-Bizantini), e sfrutta grazie alla sua posizione l’abbondante presenza di acqua per la produzione di energia.
Oltre al Mulino la struttura in passato ospitava anche un cementificio ed una falegnameria. L’impianto è caduto in disuso durante la seconda guerra mondiale per essere poi acquistato e ristrutturato, 10 anni fa, dall’attuale proprietario il Sig. Gilberto Blasi.
Grazie al restauro il mulino ha recuperato, oltre alla forma estetica e storica, anche un’effettiva funzionalità energetica. E’ stato infatti provvisto di due turbine da oltre 300 kwat capaci di produrre un massiccio flusso energetico che serve le aree limitrofe tramite la forza pulita dell’energia idroelettrica.
Oggi è possibile vedere al suo interno, tra le varie cose, le macine in pietra, una gualchiera e le fornaci del cementificio.

Mam’s Galleria d’arte Contemporanea
Allestita nelle ampie ed eleganti sale di Palazzo degli Scalzi, seicentesco edificio situato in Piazza Gramsci, nel cuore del centro storico del Borgo, la galleria raccoglie seicentottanta delle circa quattromila opere in dotazione al Comune. L’intera collezione è frutto delle acquisizioni avvenute nel corso degli oltre sessant’anni di storia della Rassegna Internazionale d’Arte/Premio “G.B. Salvi”, uno dei più longevi e prestigiosi eventi nazionali riservati alle arti visive, intitolato al grande pittore del ‘600, Giovan Battista Salvi, appunto, universalmente riconosciuto come Il Sassoferrato.

Abbazia di Santa Croce in Sentinum
Un luogo che unisce una molteplicità di simboli: pagani, cristiani, mitologici-fantastici, alchemici. Le osservazioni spaziano da Mitra, alla Croce Patente, dal Cristo crocifisso, ai mostri mitologici. Tutto in una struttura architettonica rara e sorprendentemente intatta dal XII sec.

Parco Archeologico di Sentinum
Importante area archeologica adiacente alla odierna cittadina di Sassoferrato, dove fin dal secolo scorso sono stati scavati vari importanti reperti, in parte ben esposti nel civico Museo archeologico del Palazzo dei Priori.
Nel parco sono osservabili le tracce di antiche mura, i basolati del Decumano e del Cardo, un interessante complesso termale, alcune colonne ed altro. Fuori della cerchia delle mura emergono i bei resti di una villa del II° secolo d.C. e di altre costruzioni.

Monastero di Santa Chiara
Oltre ai bellissimi volti dipinti dal Sassoferrato, Mater dolorosa e Amabilis, bisogna soffermarsi in chiesa ad esaminare l’affresco quattrocentesco della natività di Antonio da Pesaro ricco di elementi simbolici e dettagli inusuali (come il bue e l’asinello inginocchiati o Gesù adagiato sul velo, ad esempio) e l’annunciazione di Paolo Agabiti per poi confrontarla con l’opera giovanile, veramente simile, del Sassoferrato.

Santuario della Madonna del Cerro
La Chiesa è stata danneggiata dal terremoto, ma dalla porta aperta si possono ammirare gli interni, affascinanti. Le campane sono in funzione e la messa si celebra in un locale adiacente, dove sono stati spostati gli ex voto e altro mobilio. Arrivati al Santuario, non perdetevi il panorama!

Rocca di Albornoz
E’ il simbolo della parte alta di Sassoferrato, risale al XIV secolo e offre un magnifico punto di osservazione del paesaggio circostante.

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