Sassoferrato, il “tuo borgo preferito” nelle Marche

La trecentesca Rocca Albornoz, che domina dall’alto il centro cittadino, le numerose chiese, gli edifici pubblici, gli angoli medievali della parte più antica del capoluogo, il Castello, tracce del passaggio dei Cavalieri Templari, tra cui l’abbazia di Santa Croce in cui si trovano molte croci patenti (da colui che ha patito per la salvezza dell’umanità) che lasciano presagire il passaggio dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis (Templari) “accompagnano” il visitatore in un suggestivo itinerario che riconduce al vissuto di Sassoferrato.

Le migliori 6 tappe da non perdere!

Museo Comunale della Miniera di Zolfo di Cabernardi
La miniera di zolfo era molto estesa con gallerie che arrivavano fino a 870 metri di profondità. Nell’archeoparco si possono capire le tecniche di estrazione del minerale. Interessante la visita nei forni che evoca l’atmosfera cupa di un complesso minerario, dove un tempo erano in molti ad essere impegnati.

Abbazia di Santa Croce in Sentinum
Un luogo che unisce una molteplicità di simboli: pagani, cristiani, mitologici-fantastici, alchemici. Le osservazioni spaziano da Mitra, alla Croce Patente, dal Cristo crocifisso, ai mostri mitologici. Tutto in una struttura architettonica rara e sorprendentemente intatta dal XII sec.

Parco Archeologico di Sentinum
Importante area archeologica adiacente alla odierna cittadina di Sassoferrato, dove fin dal secolo scorso sono stati scavati vari importanti reperti, in parte ben esposti nel civico Museo archeologico del Palazzo dei Priori.
Nel parco sono osservabili le tracce di antiche mura, i basolati del Decumano e del Cardo, un interessante complesso termale, alcune colonne ed altro. Fuori della cerchia delle mura emergono i bei resti di una villa del II° secolo d.C. e di altre costruzioni.

Monastero di Santa Chiara
Oltre ai bellissimi volti dipinti dal Sassoferrato, Mater dolorosa e Amabilis, bisogna soffermarsi in chiesa ad esaminare l’affresco quattrocentesco della natività di Antonio da Pesaro ricco di elementi simbolici e dettagli inusuali (come il bue e l’asinello inginocchiati o Gesù adagiato sul velo, ad esempio) e l’annunciazione di Paolo Agabiti per poi confrontarla con l’opera giovanile, veramente simile, del Sassoferrato.

Santuario della Madonna del Cerro
La Chiesa è stata danneggiata dal terremoto, ma dalla porta aperta si possono ammirare gli interni, affascinanti. Le campane sono in funzione e la messa si celebra in un locale adiacente, dove sono stati spostati gli ex voto e altro mobilio. Arrivati al Santuario, non perdetevi il panorama!

Rocca Albornoz
E’ il simbolo della parte alta di Sassoferrato, risale al XIV secolo e offre un magnifico punto di osservazione del paesaggio circostante.

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