Il Santuario della Madonna di Polsi, tra storia e leggenda

Con ogni probabilità è il luogo di culto più importante della Calabria; e senza dubbio è quello intorno al quale è nato il maggior numero di leggende. Il santuario della Madonna di Polsi – noto anche come santuario della Madonna della Montagna – sorge nel cuore dell’Aspromonte a più di 800 metri di altezza fra i monti di una vallata attraversata dalla fiumara del Bonamico che, attraversando anche il paese di San Luca, conclude il suo corso nelle acque del mar Ionio. San Luca è il centro collinare più importante della zona per aver dato i natali a uno dei massimi esponenti della Letteratura italiana del ‘900, Corrado Alvaro, l’autore di “Gente in Aspromonte”.

Sulla Madonna di Polsi si raccontano molte leggende. Una vuole che nel IX secolo alcuni monaci bizantini, in fuga dalla vicina Sicilia a causa delle incursioni saracene, si spinsero nel cuore dell’Aspromonte, ai piedi di Montalto, dove fondarono una piccola colonia ed una chiesa: a causa dell’estremo disagio procurato dalla lontananza con i più vicini villaggi, il sito fu però poi abbandonato. Un’altra racconta che nell’XI Secolo un pastore oriundo della cittadina di Santa Cristina d’Aspromonte, intento a cercare un toro smarrito in località Nardello, scorse l’animale che dissotterrava una croce di ferro; gli apparve quindi la Beata Vergine col Bambino che disse: “Voglio che si erga una chiesa per diffondere le mie grazie sopra tutti i devoti che qui verranno a visitarmi”.

Oggi questo luogo dal fascino unico conserva la statua della Madonna della Montagna di Polsi, una scultura in tufo di notevole bellezza, la Santa Croce e vari cimeli tra i quali la bara del principino di Roccella. Nel periodo che va da primavera fino ad ottobre, la zona intorno all’area sacra si anima di pellegrini provenienti da tutta la provincia di Reggio Calabria, dalla provincia di Messina e da altre zone della Calabria.

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