Portobuffolè un gioiello del Veneto Orientale

Piccolo, raccolto e di una bellezza struggente. E’ Portobuffolè, la bomboniera medievale del Veneto Orientale, la città con il primato di essere la più piccola d’Italia. Puoi vederne le foto, i video e leggerne le recensioni “googolandolo”, ma nulla sarà, come viverlo di persona.

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Iniziamo la nostra visita da Villa Giustinian.

Mens sana in corpore sano. Era questo lo spirito della villa quando venne fatta costruire dallo storico casato veneziano dei Giustinian dei Vescovi nel ‘600. Divenne comando militare, ospedale e orfanotrofio. Un curriculum importante, di cui oggi resta un edificio di particolare valore storico, ricco di affreschi, statue, stucchi e fregi. Ospitò oltre alla famiglia imperiale d’Austria, personalità della Chiesa, della Repubblica di Venezia e degli Stati con cui i Dogi ebbero rapporti. La chiesa al suo interno, datata 1694, ha stucchi e marmi pregevoli, un affresco che toglierà il fiato con le sue dolci linee nette. Un soffitto dipinto da Domenico Fabris nell’Ottocento e un crocifisso ligneo attribuito ad Andrea Brustolon.

Proseguiamo con il Monte di Pietà. Era il 1480, quando il Senato veneziano istituì il banco dei pegni. Lo vedete lì sotto la Torre Civica. Un luogo con una storia, che resiste ancora oggi. Un luogo che ospita la più grande comunità ebraica della zona. Fu infatti istituito dopo che gli Ebrei furono cacciati e i loro beni confiscati. L’edificio è riconoscibile per i suoi affreschi cinquecenteschi che si affacciano su Piazza Vittorio Emanuele II e che raffigurano la Fama con le trombe tra le braccia, la Giustizia con la bilancia, la Carità con i bambini e forse ciò che rimane della Pace. Il secondo è il Leone di San Marco sulla facciata d’ingresso. Quest’ultimo è noto anche con il nome di Leone “in moeca”, perché realizzato all’interno di un cerchio che ricorda il carapace di un piccolo granchio tipico della Laguna, la moeca. Oggi il Monte di Pietà ospita il centro di informazioni turistiche. Non distante c’è un edificio tra i più, storicamente importanti del paese: il Fontego. Era l’antica dogana, tra le principali del territorio. Era utilizzata come magazzino e laboratorio per il sale che arrivava da Venezia.

Se ami i musei, Portobuffolè ne è ricchissima!

Imperdibile, emozionante, coinvolgente è il Museo di Casa Gaia Da Camino. Un esempio di casa-torre medievale con facciata ingentilita da bifore trilobate con capitelli a fior di loto. Il primo dei piani superiori era il così detto piano nobile, composto da una grande sala di ricevimento “la caminata” con focolare. Questa stanza era probabilmente affiancata alle camere da letto dei signori. Più in alto, vivevano i domestici e gli schiavi. Attualmente, il più pregevole aspetto di Casa Gaia è l’affresco del XIV-XV secolo. I piani superiori presentano delle piacevoli pitture il cui soggetto è la realtà cortigiana. La voce popolare immagina, poi, che nelle due figure monocrome che incorniciano la finestra del corridoio ci siano i ritratti di Tolberto e Gaia Da Camino immortalati quasi a ben accogliere gli ospiti. Nel museo troverai Mostre di Arte Contemporanea e non solo.

Andiamo nella frazione di Borgo Servi, qui c’è il caratteristico Museo del ciclismo reso famoso dall’enorme numero di cimeli che i campioni del ciclismo hanno donato. Maglie iridate, gialle, rosa, oro, arancioni, tricolori, azzurre e nere, simboli gloriosi conquistati da grandi campioni come Gino Bartali.

Imperdibile per capire nel profondo Portobuffolè è il Museo della Civiltà dell’Alto Livenza nella Torre Civica. Troverai oltre 2000 pezzi donati da cittadini, che rappresentano le attività che nell’ultimo secolo hanno fatto parte della vita quotidiana degli abitanti di queste zone.

Curioso e delizioso è il Museo Atelier di Barbie: raccolta di barbie i cui vestiti sono tutti realizzati artigianalmente.

Prendi nota, la prossima volta che verrai a Portobuffolè non potrai mancare il mercatino dell’Antiquariato e del Collezionismo che si svolge la seconda domenica di ogni mese. “Io c’ero” è l’evento che si tiene ogni 1 gennaio con fuochi pirotecnici e l'”Incendio della Torre”. C’è poi la rievocazione storica “Portobuffolè XIII Secolo” la potrai vedere ogni due anni, il primo sabato di luglio.Il Mercatino di Natale l’8 dicembre, suggestivo! Anche la calda stagione è ricca di appuntamenti. In aprile Colori e Sapori: una mostra-mercato con specialità del territorio.Poi GAIAJAZZ tutti i Sabato di giugno! Agosto si chiude con la “Fiera di Santa Rosa” e il celebre piatto delle truppe. La terza domenica di ottobre “Festa d’autunno” con artigianato e rassegna vini locali!

Buona Portobuffolè

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