Pontremoli, tra statue stele, ville e chiese

Siamo alla porta di accesso con la Toscana.
Quella originale!
Quella utilizzata fin dai tempi antichi per accedere alla regione, tra le più belle d’Italia. Ma una precisazione è d’obbligo! Questo delizioso borgo, che ora scoprirete, appartiene geograficamente e culturalmente alla regione storica della Lunigiana.

Suvvia, non esitiamo e varchiamo l’ingresso di Pontremoli.

La cosa più bella da fare in questi borghi rimane sempre la più banale, ovvero passeggiare per le vie del paese, infilarsi tra i vicoletti, non solo nelle vie principali e perdersi tra i mille scorci che caratterizzano il luogo.

Chiese, monumenti, piazze, terrazzi ricoperti di fiori che adornano palazzi rigorosamente in pietra.
Insomma uno spettacolo.

Arriviamo nella piazza del Duomo dove si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, ricca di sculture e dipinti di valore. La cupola della cattedrale, assieme al campanile, domina tutto il centro abitato. La sua costruzione iniziò nel 1636, con l’aiuto dei pontremolesi che desideravano rendere grazie alla Madonna per essere stati risparmiati dalle terribili epidemie di peste che avevano afflitto queste zone.

A Pontremoli ci sono complessivamente 47 chiese censite dalla Cei, tra oratori e chiese parrocchiali. Non potrete di certo vederle tutte in un week end! Ma oltre al Duomo, vi consigliamo la visita a la Chiesa di San Geminiano che con la sua atmosfera senza tempo, mi affascinerà. Da non perdere il dipinto a destra dell’altare che raffigura Pontremoli durante una tempesta. Di particolare interesse anche il tondo in arenaria raffigurante il Cristo Benedicente del XVII secolo e la statua lignea del Seicento del Cristo che va al Calvario del piacentino Setti detto il Romano. Un altro elemento, che rende particolarmente noir questo luogo è la piazza della chiesa dove Federico II accecò il suo consigliere Piero della Vigna.
La chiesa di San Geminiano si trova ai piedi del castello del Piagnaro. Altro luogo da non perdere!

Il castello nasceva ovviamente come struttura difensiva, era parte integrante del sistema difensivo di Pontremoli insieme alle mura e alle torri che presidiavano la Via Francigena. Edificato all’inizio dell’XI secolo, ha subito numerose ricostruzioni nel corso dei secoli. Oggi ospita il Museo delle Statue Stele e fa parte del circuito Associazione dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli.
Il suo nome, “Piagnaro”, deriva dalle “piagne”, lastre in arenaria utilizzate in Lunigiana per realizzare i tetti delle abitazioni.

Raggiungere il castello è un po’ impegnativo per via delle numerose rampe di scale e salite ma, potete utilizzare l’ascensore a nord del centro storico. Dai bastioni si gode un eccezionale panorama su Pontremoli e sulla confluenza del Magra e del Verde. Raffinatissimo allestimento dell’importante museo archeologico delle stele lunigianesi.
Avvicinarsi a opere d’arte con cinquemila anni di storia è una vera emozione sopratutto se questo avviene in una cornice come il Castello del Piagnaro.

Non lasciate Pontremoli senza aver visitato Villa Dosi Delfini, un vero gioiello per i suoi interni e per i suoi giardini. Affascinanti cedri del Libano vi attendono nell’ingresso della villa. Entrate. Resterete colpiti dalle sale e dal mobilio, un vero tuffo nel passato della nobile famiglia dei Dosi.

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