Pavia e il suo fiume, un rapporto indissolubile!

Pavia ha una tradizione bimillenaria legata alla sua vocazione fluviale, oggi venuta a mancare, ma un tempo molto significativa.

Il Ticino, ai giorni nostri, può infatti apparire come elemento “decorativo” del tessuto urbano, ma in realtà esiste un vincolo indissolubile tra la città e il suo fiume.
Pavia venne fondata dai Romani nel I sec. a.C. con il nome di ​Ticinum. Fu la città a prendere il nome dal fiume Ticinus, e non viceversa.

Per scoprirla, partite dalla zona di Ponte Coperto, monumento simbolo di Pavia sul fiume Ticino. Ancora oggi, nei periodi di secca, è possibile scorgere dalle acque, ai lati dell’attuale ponte, i piloni in pietra di Ponte Vecchio, il ponte originario di Pavia di età medievale, demolito a causa della Seconda guerra mondiale e ricostruito negli anni Cinquanta per lasciare il posto all’attuale Ponte Coperto. Ciò che sfugge ai più, tuttavia, è che quei piloni in pietra, che costituivano le basi di Ponte Vecchio, non sono altro che i piloni del primissimo ponte romano sul Ticino, utilizzati anche successivamente per la costruzione del ponte medievale. Pertanto Pavia aveva un ponte monumentale sin dalle sue origini.

Da non perdere
San Pietro in Ciel d’Oro. Si trova in una tranquilla piazza ombreggiata un po’ fuori dal centro preziosa per l’Arca di Sant’Agostino collocata nel presbiterio, prima del coro. In marmo, costruita tra il 1360 e il 1400, è divisa in tre fasce e, quasi sicuramente, è opera di due artisti. Sull’Arca sono scolpiti 50 bassorilievi e 95 statue e al suo interno son custodite le ossa di Sant’Agostino di Ippona. Un vero e proprio capolavoro da non perdere.

Altra tappa è il Castello Visconteo, attrazione che sicuramente non passa inosservata.

Cuore pulsante della città, la bellissima e sempre animata Piazza della Vittoria, il luogo giusto per un aperitivo e un caffè.

Il Duomo di Pavia, dedicato a Santo Stefano Martire e Santa Maria Assunta sorge nel luogo in cui, durante il periodo romano, probabilmente c’era un tempio dedicato a Cibele.

Dopo il Duomo andate verso il lungofiume, girate senza meta prima di imbattervi nella chiesa più graziosa della città: San Teodoro.

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