Noto, il viaggio nella Sicilia orientale

Capitale del Barocco e dell’Unesco, perla della Sicilia Orientale, in un’unica parola: Noto!

Uno splendido paese arroccato su un altopiano che domina la Valle dell’Asinaro.

Centro siculo, romano, bizantino e poi arabo, furono loro, proprio gli arabi, da ultimi a darle il nome che ha oggi, un omaggio alla sua magnificenza. In arabo Noto, ha infatti lo stesso significato che ha in italiano “conosciuto”… per la sua bellezza!

Tutto intorno è bianco. Bianco come la pietra che dà vita ai palazzi, che riluce splendendo nell’etere, che anima gli occhi dei visitatori, che dà “colore” a Noto. E’ la pietra giuggiulena. La pietra bianca di Siracusa. Qui tutto ha una storia affascinante, anche lei, la pietra che venne alla luce quando i Monti Iblei affiorarono dal mare.

Noto ai primi del Settecento è una delle nostre città sorte d’un colpo, pel fatto sembra d’una volontà sola, immagine precisa del gusto d’un’epoca” parola di Ugo Ojetti!

Dell’impegno degli architetti netini si accorse anche Michelangelo Antonioni, il quale in una scena de L’Avventura, girata a Noto, fa dire al protagonista, interpretato da Gabriele Ferzetti, intento ad ammirare la città dalla terrazza del campanile della chiesa di San Carlo al Corso: “Ma guarda che fantasia, che movimento. Si preoccupavano degli effetti scenografici. Che libertà straordinaria!”.

Testimonianze illustri di questo borgo.

Ma credeteci, le vostre aspettative non saranno mai alte, quanto stravolgente è la bellezza di Noto.

Quindi partiamo alla sua scoperta!

Il centro storico di Noto è raggiungibile da diverse vie ma accedervi dalla Porta Reale è il modo più giusto per iniziare la vostra visita nella Capitale del Barocco! La porta è un impattante arco di trionfo risalente all’800, progettato e costruito in occasione della visita del Re delle Due Sicilie, Ferdinando II.

Iniziamo dalla Chiesa di Santa Chiara, una architettura barocca di altissimo pregio. Progettata dall’architetto siracusano Rosario Gagliardi nel 1730, fu completata nel 1758 ed annessa all’ex convento delle Suore Benedettine, oggi museo civico di Noto. L’interno della chiesa, con numerose decorazioni, putti e stucchi, è considerato uno dei più importanti dell’intera Sicilia per lo stile architettonico barocco. Da non perdere poi il panorama dalla sommità di questo edificio! Con un piccolissimo contribuito, potete visitare l’ex convento delle Clarisse con la sua meravigliosa terrazza panoramica! Incredibile al tramonto, indescrivibile di notte!

Noto, il viaggio nella Sicilia orientale

Maestosa è la Cattedrale Di San Nicolò, il principale centro di culto e storicamente il più importante della città. E’ semplicemente emozionante, dall’alto della sua scenografica scalinata. L’interno, a tre navate, custodisce numerose opere d’arte, alcune delle quali provenienti da Noto Antica. La via crucis realizzata dal pittore Roberto Ferri custodita al suo interno vi lascerà senza parole. L’ideale sarebbe visitarla sia di giorno che in serata, anche solo esternamente, perché con il buio viene illuminata ed è molto suggestiva.

Proseguendo per un percorso religioso di tutto rispetto, non potete non andare a visitare la la Chiesa del Santissimo Crocifisso, risale al 1715 ed è opera sempre del Gagliardi. Dopo la Cattedrale è questa la Chiesa più grande di Noto e si trova nel piano alto della città. Facciata incompiuta, un breve scalinata, tre navate e una cupola benedettina: la sorprendente semplicità che a Noto si fa bellezza. L’opera d’arte più importante della chiesa è la Madonna della Neve scolpita da Francesco Laurana proveniente da Noto Antica e risalente al 1471. Un’altra opera di straordinaria e struggente bellezza è il busto in legno dell’Ecce Homo del 500.

Da non perdere c’è poi la Chiesa di San Domenico a cui è legato un rituale del tutto particolare e sicuramente un po’ macabro, adatto agli amanti dello splatter. All’interno della chiesa c’è un cripta dove, fino al divieto imposto da Napoleone, si usava riporre i defunti seduti su un sedile forato e svuotati dei liquidi che venivano raccolti nel foro del sedile. Dopo qualche mese venivano tolti e riposti in un’altra stanza fino a che, di questi, non rimanesse solo lo scheletro. A questo punto le ossa potevano essere raccolte e conservate. La Chiesa è caratterizzata dall’assenza di affreschi nelle pareti e nel tetto che sono totalmente bianche. Si trova di fronte alla piazza dove si affaccia il teatro di Noto.

Ovviamente non sono le uniche strutture religiose della città, Noto ne è piena, intanto iniziate da queste!

Imboccate poi Via Nicolaci, una perpendicolare di Corso Vittorio Emanuele, è subito riconoscibile lì davanti a voi il magnificente Palazzo Nicolaci. Una facciata caratterizzata da un portale imponente e due grandi colonne iconiche, sormontate da una balconata opulenta, sorretta da mensoloni in pietra scolpita raffigurante figure grottesche.

Ma se volete arrivare al cuore di questa cittadina, sul Monte Alveria, esistono ancora i resti di Noto Antica, abitata dalla preistoria fino al fatidico terremoto del 1693. Sarete su un’altura circondata da due profonde gole, tipiche della Sicilia orientale. Aguzzate lo sguardo, vedrete spuntar fuori resti di mura e fortificazioni, pezzi architettonici delle chiese dell’antica città medievale, abitazioni scavate nella roccia e vestigia dell’ancora più antica città di epoca greca. Una piccola Pompei medievale.

Se amate l’archeologia è immancabile una vista alla Necropoli di Castelluccio. Posta su uno sperone roccioso la necropoli contiene oltre 200 tombe a grotticella artificiale, scavate nelle pareti ripide della vicina cava della Signora. La più monumentale è la cosiddetta “Tomba del Principe” con un prospetto costituito da quattro finti pilastri. Dal sito vengono numerosissimi materiali ceramici, oggi esposti al museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa, oltre a reperti in bronzo e due famosissimi portelli tombali con incisi simboli spiraliformi.

Il suo centro storico, le sue chiese, l’archeologia, ma Noto è anche mare, e che mare!

Noto, il viaggio nella Sicilia orientale

Catapultiamoci nella Riserva Naturale di Vendicari. Un luogo da non perdere, con l’antica tonnara, le ex saline che splendono ancora al sole, il mare cristallino, la spiaggia finissima e uccelli migratori che vi sfioreranno da vicino. Un luogo veramente unico nel suo genere. Diversi sentieri, per gli appassionati delle passeggiate nella natura, uno dei quali si collega con la vicina spiaggia di Calamosche, a nord.

L’accesso è consentito solo a piedi, ed è molto vicino alla spiaggia. Senza peccare di presunzione, Vendicari è la Riserva più bella della Sicilia!

Sigilliamo il nostro tour a Noto con uno slancio di romanticismo. Appuntamento al faro, ormai spento… ma la sua bella figura la fa comunque, è il faro di Calabernardo meta turistica per surfisti e non solo che spesso, qui, si divertono a cavalcare le onde.

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