Monteprandone, nella terra di San Giacomo

Monteprandone su un colle nel territorio di Ascoli Piceno, distante pochi minuti da San Benedetto del Tronto, gode di un incantevole panorama che abbraccia il mare Adriatico, i monti Sibillini ed il Gran Sasso.

Ideale per il vostro Fuoriporta.

Il comune è suddiviso tra l’area collinare, dove si trova l’antico borgo medievale e la zona industriale più popolosa, ubicata a valle nella frazione di Centobuchi. E’ paese nativo del francescano San Giacomo della Marca, santo patrono del comune, del pittore Carlo Allegretti e del Vescovo Monsignor Eugenio Massi.

Passeggiando per il borgo

Partite da Piazza dell’Aquila, la piazza principale del borgo dove si trovano il Palazzo Comunale e Palazzo Campanelli. Scendete le scalette sul lato sinistro per accedere nella Via Limbo, una via che conserva le caratteristiche tipiche dei vicoli medievali, posizionata a ridosso delle mura castellane erette nel XV secolo. Arrivati alla fine si risale per un’altra scalinata e ci si ritrova su Via Corso, con l’ottocentesca Chiesa della Madonna della Speranza alla propria destra. A sinistra, dopo pochi passi incontrerete Palazzo Parissi con al suo interno il Museo Civico dei Codici di San Giacomo della Marca, dove sono conservati 61 dei volumi appartenuti al Santo e un tempo preservati nella Biblioteca da lui istituita nel Convento francescano, a lui intitolato.

Dopo aver visitato il museo, proseguite su Via Corso fino ad arrivare alla Porta da Monte, uno dei due antichi punti di accesso al borgo – l’altro, Porta da Mare, è stato demolito per lavori di ristrutturazione alla fine del XIX secolo. Uscendo dalle mura, davanti alla Porta troverete l’Antico Lavatoio Comunale, un pezzo di storia, realizzato all’inizio del XX secolo e restaurato da poco.
All’epoca era la fonte principale per l’approvvigionamento d’acqua per gli usi domestici.

Rientrati nel borgo, percorrete Via Pizzorullo che porta a Piazza Belvedere, uno dei punti panoramici migliori del borgo, che si affaccia sul versante appenninico. Da lì si possono prendere sia in Via degli Orti che in Via Allegretti per ritrovarsi, nel punto più alto del borgo in Piazza San Giacomo, davanti alla Chiesa Collegiata di San Nicolò di Bari, ricostruita ex-novo nel XIX secolo. Affianco, nella navata della vecchia collegiata è allestito il Museo di Arte Sacra, che ospita notevoli opere d’arte appartenenti alla parrocchia.

Subito dopo Piazza San Giacomo si arriva a Piazza Castello, luogo in cui si trova la Casa Natale di San Giacomo, divenuta Oratorio nel 1581. Al suo interno sono visibili dipinti raffiguranti le immagini di vita del Santo e una sua statua lignea realizzata per il VI Centenario della sua nascita. All’esterno, sulla parete della Chiesa Collegiata che affaccia sulla piazza si trovano due stelle in sua memoria, una in legno realizzata dai suoi antenati per celebrarne la nascita e l’altra in mosaico, donata dalla comunità dei fedeli in occasione del II centenario dalla sua canonizzazione.

Il giro si conclude percorrendo Via Roma, al cui lato sinistro si può osservare il Torrione di Palazzo Re, che riporta al punto di partenza in Piazza dell’Aquila. Ora si è pronti per uscire dal borgo e andare a vedere la zona sottostante, non prima di essersi fermati per un attimo ad ammirare il panorama che si apre sulla zona costiera.

La Chiesa di S.Maria delle Grazie e il Santuario di San Giacomo della Marca

San Giacomo della Marca, noto tra le altre cose per essere stato consigliere di Re e di Papi, chiese a Papa Nicolò V di poter costruire il convento francescano e la Chiesa. Nel 1449 il Papa diede la sua autorizzazione a realizzare queste opere.

Le due strutture si trovano su Via San Giacomo, la strada che collega il borgo collinare alla zona industriale a valle. Numerose sono le opere d’arte che le abbelliscono, tra queste nella chiesa all’interno della cappella di Santa Maria delle Grazie si può ammirare una preziosa immagine in terracotta della Madonna del XV secolo, donata a San Giacomo dal cardinale Francesco della Rovere; nella cappella del santo invece, sono custodite le sue spoglie mortali riportate a Monteprandone all’inizio del XXI secolo, dopo secoli di permanenza nella chiesa di S. Maria La Nova a Napoli, città in cui morì nel 1476.

Del convento c’è da sottolineare la bellezza del chiostro risalente al XVI secolo. Il suo portico è decorato con affreschi riguardanti la vita del Santo e in una delle stanze è allestito il museo a lui intitolato, dove sono custoditi i suoi oggetti personali e altre opere datate tra il XVI ed il XIX secolo, inserito nel circuito dei Musei Sistini del Piceno.

Fuori le mura: le distese collinari tra i monti ed il mare

Oltre alle attrattive culturali, Monteprandone offre un incantevole paesaggio collinare dove la vegetazione multicolore si espande in tutta la sua bellezza. I turisti potranno passeggiare a piedi o in bicicletta per le Contrade del comune, tra i vigneti e gli uliveti, e fermarsi nelle cantine delle aziende locali per assaporare i loro prodotti enogastronomici dall’eccellente qualità.
Sarà un’esperienza unica per chi ama la natura incontaminata e rigogliosa, tipica di questi luoghi ed il buon cibo.

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