Il foliage, l’impietrata, e molto altro nella bella Serra de’ Conti

L’autunno è alle porte. Il golfino indosso. Le foglie cadono. E noi siamo nelle Marche, a Serra de’ Conti, dove il foliage è talmente affascinante da poter competere in serenità con i colori del New Engleand. Prendi la macchina, c’è un posto in prima fila per te nell’affaccio della Panoramica di San Paterniano. Se sei un romaticone, ma anche solo, e non è cosa da poco, un amante della natura e dello sport all’aria aperta, imperdibile è questo luogo! Una vista straordinaria su Serra de Conti, sui Monti Appennini e anche sul Mare Adriatico. Ti innamorerai!

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Quello che ti attende è un itinerario di minimo 5 km da fare a piedi o in bici. Il percorso parte da Piazza Leopardi, sale verso San Paterniano. Tratti in pianura, poi in collina, verde scintillante e suoni rasserenanti. Tutto questo ti aspetta. Nel finale percorrerai un tratto del fosso di San Francesco, una piccola valle di notevole interesse naturalistico caratterizzata dalla presenza di una folta vegetazione. Indovina cosa è fondamentale avere in questi momenti? La macchina fotografica, se sei fortunato potresti immortalare anche un airone, un habitué di queste parti!

Serra de’ Conti, come molti altri borghi nelle vicinanze, ha un’origine collocata approssimativamente nell’alto medioevo. Quando la valle del Misa divenne Feudo Imperiale vennero formati nuovi nuclei urbani nell’area, tra i quali, appunto, questo grazioso borgo. Il Misa, che è l’unico fiume che attraversa il comune di Serra, ha lungo le sue sponde sentieri grazie ai quali è possibile osservare una flora e una fauna degne di uno shooting blasonato. Questo itinerario ti consentirà di attraversare un piccolo affluente del fiume Misa in un tratto davvero particolare, ovvero l’impietrata. Si tratta di un attraversamento di epoca romana, tuttora visibile e percorribile, sopratutto in periodi di secca. Stai camminando nella storia, laddove un tempo i nostri predecessori arrivano con le carrozze e chissà cos’altro.

Continuando il percorso, aguzza lo sguardo c’è la chiesa rurale di San Fortunato un piccolo edificio sacro, un tempo punto di riferimento per la comunità serrana. Al suo posto nell’alto medioevo sorgeva il castello di Donazzano, oggi scomparso. L’antica chiesetta rurale, fondata nel XIII secolo e rimaneggiata nella seconda metà del Quattrocento, è stata in parte restaurata all’inizio degli anni Ottanta. La facciata esterna è arricchita da un portale d’ingresso sormontato da una decorazione in cotto a motivi fogliacei. L’altare dedicato a Maria Santissima delle Grazie è circondato da un ciclo di affreschi eseguiti nella seconda metà del XV secolo da Andrea di Bartolo, detto Andrea da Jesi il Vecchio, e probabilmente da Giovanni Antonio da Pesaro.

Continuando a girovagare per le campagne, dirigendosi verso la località di Osteria di Serra de’ Conti, ci si può fermare ad ammirare la Querciagrossa, uno splendido esemplare di roverella, tipico elemento arboreo delle campagne marchigiane, di natura secolare, alto 20 metri, con una circonferenza di 5 metri. Non pensare sia una cosa scontata! Proprio da Osteria comincia via della Fornace, dove al civico 7 si trova l’imponente Fornace Hoffman. E’ un importante esempio di archeologia industriale: una fornace del ‘800 dove venivano cotti i laterizi prodotti in questa zona ricca di ottima argilla e di abbondante acqua, grazie alla vicinanza del fiume Misa. Rimase in funzione dal 1884 al 1971. I proprietari privati, ne hanno curato una bellissima ristrutturazione, che ne fa potenzialmente un importante polo culturale delle Val li del Misa e del Nevola.

Per i più curiosi, c’è un luogo non molto noto che suggella il vostro percorso outdoor a Serra de Conti, è la Grotta della Nembo, particolare testimonianza della Seconda Guerra Mondiale scavata nell’arenaria, nei pressi della Frazione Osteria, lungo il lato sud del fiume Misa. Sono ancora visibili graffiti e bassorilievi che riconducono al comando di paracadutisti della Nembo, ivi giunto per liberare Serra de’ Conti dalla presenza tedesca.
Siamo certi che dopo un percorso del genere non sogni altro che una bella zuppa di cicerchia, sei a Serra, nel posto giusto, siediti e ordinala!
Buona Serra de’ Conti!

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