Castelnuovo di Farfa e il suo Museo dell’Olio

Lo senti quel profumo, forte e delicato, una vera estasi dei sensi. E’ l’olio d’oliva, quello Dop, quello della Sabina. Ingrediente immancabile nelle nostre cucine. Laddove tutti si dividono… vegetariani, vegani, carnivori, crudisti… non c’è nessuno che dissente sull’uso dell’olio…
Insomma, non stiamo qui a dirti quanto sia buono… e se tante volte ti avessimo fatto venire voglia di una bella bruschetta… porta il nostro podcast con te in cucina e ascolta il racconto dell’olio della Sabina e della sua storia mentre lo fai colare sulla tua fetta di pane.

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Siamo a pochi chilometri da Roma e da Rieti, esattamente a Castelnuovo di Farfa dove nasce il primo Museo dedicato all’’olio d’oliva. Racconta una storia locale con linguaggi universali: la civiltà dell’olio che rivive nelle testimonianze storiche del territorio e nelle nuove interpretazioni che gli uomini del nostro tempo offrono di questo simbolo millenario.

Non aspettarti il classico museo della “civiltà contadina” è molto di più.
In questo luogo è stata recuperata e incastonata l’universalità che questa pianta ha nella nostra cultura e nella nostra storia.
Preparati. Silenzia il cellulare. Dimentica tutto lì fuori. Ed entra. Sei nel rinascimentale Palazzo Perelli, non poteva esservi luogo più affascinante per ospitare il Museo dell’Olio.

Non è una semplice esposizione di legni e ferri, quella che vedrai. Basta guardare il simbolo del Museo, per comprendere quanto prezioso è questo percorso. E’ un “Nocciolo d’Oro dell’Olio” che ritroverai via via nel percorso museale e per le vie del borgo. E’ il simbolo più eloquente dell’essenza profonda dell’olio come cuore d’oro della Sabina.

C’era…c’era una volta, c’era una volta un albero… un vecchissimo albero che era rimasto solo nell’isola del vento […] voleva popolare la terra di alberi generosi e di poeti.
Con i versi di Maria Lai, inizia il tuo cammino.

Vai avanti.

Accompagnato da autentici narratori resterai tanto affascinato da ciò che ascolterai, da volerlo riascoltare… perché è poesia.

L’itinerario museale ha inizio con una sezione dedicata al mito dell’olio, celebrato da sculture di maestri contemporanei come Alik Cavaliere e Hidetoshi Nagasawa, dal designer e musicista Gianandrea Gazzola, e soprattutto dalla grande artista “visiva” sarda, Maria Lai.

Entriamo nel vivo del museo.

La conosci la storia della botanica dell’ulivo sabino e la tradizione dell’olivicoltura, presta attenzione, sarà molto dettagliata.

Più avanti invece c’è la sala della memoria. Qui i contadini di Castelnuovo di Farfa ti racconteranno il loro mondo dell’olio attraverso memorie e immagini.

Il museo riunisce in un unico itinerario di visita i luoghi più rappresentativi della storia e delle tradizioni del borgo medievale di Castelnuovo di Farfa, da Palazzo Perelli l’itinerario prosegue in un frantoio a trazione animale del XVIII secolo perfettamente conservato, nell’ambiente dell’antico forno cittadino e, infine, nel sito archeologico della chiesa di San Donato, una rara testimonianza di architettura altomedievale, che oggi si presenta con una struttura contemporanea di vetri molto suggestiva, immersa nel verde del paese.

Visitare il Museo dell’Olio, che racconta l’anima di un territorio, è vivere un’esperienza a tuttotondo che unisce la bellezza di opere artistiche, chiese e architetture al fascino di incontri inaspettati, momenti conviviali e cibi prelibati in un piccolo universo a misura d’uomo. Il borgo di Castelnuovo di Farfa è uno scrigno di tesori, che affascina con i suoi antichi palazzi, con l’accoglienza e la cucina dei ristoranti del luogo che vi faranno conoscere la bontà della pasta fatta in casa come le fregnacce con la persa e dell’olio dop della Sabina… di cui avrete, a questo punto sentito abbondantemente parlare! Non resta dunque che assaggiarlo!

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