Carretto-siciliano Fuoriporta

Carretto Siciliano: alla scoperta delle tradizioni contadine

Museo Etnografico Nunzio Bruno di Floridia

Un viaggio nella Sicilia contadina, negli oggetti quotidiani della vita di braccianti e artigiani nelle botteghe e nelle masserie dell’altipiano Ibleo: è quello che propone il Museo Etnografico Nunzio Bruno di Floridia, in provincia di Siracusa, aperto al pubblico nel maggio 2004 in Piazza Umberto dopo la fusione di due immobili di pregio storico.

Più che un semplice Museo, l’esposizione rappresenta un’importante chiave di lettura antropologica e culturale della storia della comunità floridiana: la struttura è divisa in un piano terra composto da sei sale dedicate all’esposizione permanente e in un primo piano suddiviso dove trovano posto una piccola biblioteca, e una sala polifunzionale. Gli oggetti esposti, appartenenti alla lavorazione del grano, all’allevamento e all’aggiogo del bestiame, alla pastorizia e ai cicli artigianali del calzolaio, dell’apicoltore, dello stagnino, del bottaio, dell’arrotino, del sarto, del cestaio e della tessitura sono arricchiti da collezioni di ceramica d’uso popolare, di vecchi giocattoli, di reperti litici ed attrezzi e utensili del frantoio e del palmento. Ma non solo: visitando il museo è possibile scoprire da vicino anche la storia del carretto siciliano, la cosiddetta bottega del carradore.

La costruzione di questo mezzo di trasporto noto in tutto il mondo è infatti documentata in tutte le sue fasi, dalle forme lignee per la manifattura al pezzo più pregiato: un tornio per la creazione delle parti tondeggianti risalente al 1880, ideato e usato nella bottega del “mastru fa carretta” (maestro carradore) Don Salvatore Rizza, il cui carretto è esposto nell’androne del Palazzo Municipale di Catania. Si possono ammirare singole parti del carro, come i portelli e laterali dipinti finemente, le casse d’asse, gli arabeschi di ferro battuto simili a merletti fino a varie tipologie di carretti: il classico carretto dipinto e quello dell’apicoltore. Tutto il materiale recuperato proviene da diverse botteghe artigiane di Floridia e dal territorio circostante ma anche da una costante e intelligente opera di salvaguardia.

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