Cannero Riviera un gioiello sul Lago Maggiore

Sorge su un promontorio a nord di Verbania. Grazie a un’insenatura naturale, gode dell’invidiabile privilegio di essere al riparo dai freddi venti invernali.

Questa è Cannero Riviera una vivace località sul lago Maggiore, caratterizzata da un clima mite e da una vegetazione mediterranea, ricca di numerose varietà di agrumi, ori e alberi.

Sull’elegante lungolago, ville dai giardini curatissimi come quelle signorili di Massimo D’Azeglio e della patriota Laura Solera Mantegazza.
Ci sono affascinanti e antiche case padronali, il pittoresco porticciolo antico scavato nella roccia ed eleganti ristoranti che offrono piatti tipici. Davanti alla costa emergono due isolotti, sovrastati dai ruderi dei suggestivi castelli cinquecenteschi denominati della “Malpaga”, emergono dall’acqua non lontano dalla riva, a un paio di km dal centro abitato. Tipicamente medievali sono le sue strette viuzze.

Nordic walking, mountain bike, escursioni e passeggiate sono le attività principali che si possono svolgere nel Parco Nazionale della Valgrande.

Il richiamo costituito dal Lido di Cannero, premiato dalla Bandiera Blu a partire dal 2005, ha permesso lo sviluppo di attività sportive quali la vela, il nuoto, la canoa, il windsurf e la pesca.

La crociera sul lago con battello a energia solare per ammirare i castelli è un’esperienza da non perdere.

Il Museo etnografico e della spazzola, con strumenti delle attività contadine e dell’artigianato del legno e del ferro, e il torchio secolare nella frazione Oggiogno. La piazzetta degli Affreschi, suggestivo luogo di ritrovo dove in colorati murales sono illustrati episodi della storia locale. La mostra degli agrumi, nel mese di marzo. Cannero Riviera presenta una tradizione storica di coltivazione di agrumi secolare e in numerose ville e giardini si osservano pregevoli ed antichi esemplari. Le “spalliere d’agrumi” di Cannero sono citate fin dal 1603.

La suggestiva manifestazione “Luminaria sul lago” a luglio. I biscotti tipici agli agrumi “Mursciulitt” così chiamati per la loro forma simile a quella del Morissolo il Cervino. Si tratta di un’antica ricetta rielaborata in occasione del passaggio del Giro d’Italia sul territorio.

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