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Barbie al Mudec di Milano tra zanne d’elefante e coccodrilli

Da 56 anni è una delle icone pop più amate a ogni latitudine: non una semplice bambola, ma un oggetto di culto che con il tempo è riuscito ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale e antropologica. D’altronde, come amano ricordare gli organizzatori della Mostra “Barbie, The Icon” – in programma dal 28 ottobre al 13 marzo al nuovo Mudec, il Museo delle Culture di Milano – “Barbie è arte. Barbie è moda. Barbie è design. Barbie è tendenza”.

Nello spazio di 17mila metri quadri nell’area ex-Ansaldo ridisegnati dall’archistar inglese David Chipperfield, sarà possibile visitare questa particolare mostra, articolata in 5 sezioni e preceduta da una sala introduttiva, “Who is Barbie”, dove si troveranno i 7 pezzi iconici e rappresentativi per decadi dal 1959 ad oggi, oltre la time line, le curiosità, i numeri e il making off globale di Barbie per sapere subito “chi è Barbie”. Una bambola che, tra le varie particolarità, ha assunto 50 identità etniche differenti, dal Polo Nord all’Africa, dall’India al Giappone, come raccontano i pezzi esposti.

E così la bambola più amata di tutti i tempi sarà circondata dai capolavori delle Civiche Raccolte Etnografiche, pezzo forte della raccolta permanente: si tratta di più di 200 pezzi, restaurati per l’occasione e selezionati sui quasi 8 mila del patrimonio etnografico comunale. L’itinerario racconta i diversi atteggiamenti dell’Occidente verso i mondi lontani, partendo dalla curiosità della wunderkammer seicentesca del medico milanese Manfredo Settala, tra coccodrilli impagliati e zanne d’elefante, per arrivare all’ammirazione degli artisti del ‘900 che trovano nell’esotismo fonte d’ispirazione.

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