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Monte San Biagio: sculture naturali della sughereta

Monte San Biagio, che fino all’unità d’Italia si chiamava ancora Monticelli, fu il primo centro abitato del Regno delle Due Sicilie in cui si imbattevano i viaggiatori che da Roma raggiungevano Napoli mediante la Via Appia. Un luogo ricco di storia quindi, famoso in tutta Italia anche per la prelibata salsiccia “monticelliana” il cui processo di preparazione è stato lasciato in eredità addirittura dai Longobardi. Un piccolo centro del Lazio del Sud tutto da scoprire, circondato da una natura incontaminata e dallo splendido Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi.

Un polmone verde ricco di tesori come la sughereta di San Vito, che sorge proprio nel comune di Monte San Biagio: si tratta dela più importante ed estesa sughereta dell’Italia peninsulare, estesa su circa 300 ettari ai piedi di Monte Calvo. Un bosco ad alto fusto in cui, tra gli esemplari più giovani, si ergono maestosi alberi centenari, monumentali, talvolta dalle forme strane e contorte, tali da ispirare curiose leggende.

La sughereta è attraversata da numerosi sentieri di lunghezza variabile e facilmente percorribili da visitatori di tutte le età: a piedi, in mountain bike o a cavallo. Uno di questi sentieri termina proprio in corrispondenza di una quercia secolare, un ibrido di sughera e leccio dalle notevoli dimensioni che rientra nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia e che rappresenta il simbolo della sughereta. E se nel centro abitato di Monte San Biagio meritano una visita la chiesa di S. Giovanni Battista (VII sec.), il Castello di origine longobarda (VII sec.) e la Porta di S. Rocco, nei dintorni vale la pena raggiungere il Santuario della Madonna della Rocca, le Torri dell’Epitaffio e il Lago di Fondi.

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