Conosciuta come “città del Monte Saraceno”, Ravanusa deve il suo soprannome alla collina che domina il territorio, teatro di una storia antichissima. Gli scavi hanno rivelato insediamenti sicani tra l’VIII e il VI secolo a.C., poi la presenza greca fino al III secolo a.C., con un villaggio evoluto, mura, necropoli e un’acropoli sacra. I reperti – dalle ceramiche incise alle terrecotte policrome fino al suggestivo gruppo dionisiaco con satiro e asino – sono oggi custoditi nel Museo Archeologico “Salvatore Lauricella”, custode della memoria più profonda del territorio.
In questo contesto ricco di stratificazioni storiche si inserisce la 38ª edizione del Carnevale di Ravanusa, riconosciuto dal Ministero della Cultura tra i 58 Carnevali Storici d’Italia. Dal 14 al 16 febbraio 2026, la città si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto: i carri allegorici, accompagnati da gruppi in maschera, musica e coreografie, sfileranno da Piazza 1 Maggio animando le vie con colori e ironia.
Il programma prevede quattro giornate di festa pensate anche per le famiglie, con spazi dedicati ai bambini tra gonfiabili e animazione, mentre le serate si accenderanno con dj set e spettacoli musicali. Il momento più atteso resta il Martedì Grasso, quando verranno premiati i carri e i gruppi mascherati più applauditi.
Questa edizione assume un valore speciale anche per la valorizzazione identitaria del borgo: Ravanusa è stata insignita del riconoscimento di Borgo GeniusLoci-De.Co. grazie anche al lavoro culturale promosso da Vincenzo La Cognata, presidente di Himera Movie APS. Protagonista di questo percorso è la “raviola di Ravanusa”, dolce simbolo della tradizione locale a cui il Comune ha conferito la denominazione De.Co., insieme ai tipici Totomé, palline fritte ricoperte di zucchero e miele.
Il Carnevale ravanusano si conferma così molto più di una sfilata: è un Fuoriporta ricco di i archeologia, memoria gastronomica, spettacolo e orgoglio comunitario. Una festa che racconta la Sicilia autentica, capace di guardare al passato e, allo stesso tempo, di accendere il presente con energia contagiosa.
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